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Ruoli straordinari: il fondato pericolo non coincide con la rilevanza dell’importo PDF Stampa E-mail
News - Fisco e Tributi
Scritto da Studio Pietrobono   
Giovedì 02 Dicembre 2010 17:19

ricorso ruoli strarodinariLa Commissione Tributaria Provinciale di Roma con sentenza n.  347/25/10 depositata in segreteria il 12 luglio 2010 ha accolto il ricorso presentato dal dott. Luca Pietrobono per l’impugnazione di una cartella di pagamento relativa a Ruoli Straordinari emessa in danno di una società di capitali.
L’importo della cartella era piuttosto rilevante: milioni di euro iscritti a Ruolo Straordinario sulla base di accertamenti per i quali, peraltro, pendeva ricorso sempre presso la CTP Roma.
Il ruolo straordinario (a differenza di quello ordinario) è inoltre immediatamente esecutivo:  Equitalia infatti sfruttando tale caratteristica d'urgenza ha proceduto ad effettuare i pignoramenti presso gli istituti di credito (cd. pignoramenti presso terzi), con inevitabile rischio di paralisi dell’attività della società e perdita dei posti di lavoro.
E’ stata presentata immediatamente istanza di sospensione dell’esecutività della cartella che la Commissione Tributaria Provinciale di Roma ha pienamente accolto così da sospendere le azioni esecutive in danno della contribuente.

Ricordiamo che il ruolo straordinario è un mezzo eccezionale di riscossione che l’amministrazione finanziaria può utilizzare in caso di fondato pericolo per la riscossione dei tributi dovuti (articolo 11 comma 3 del DPR 602/73). La Giurisprudenza, sul tema specifico, ha riconosciuto l’esistenza del fondato pericolo in casi piuttosto ristretti: atti di disposizione del patrimonio sociale, fallimento e/o liquidazione.
Nel caso di specie nulla di tutto ciò: tant’è che l’Ufficio nella propria comparsa di costituzione ha sostenuto che la rilevanza dell’importo costituiva, di per sé, fondato pericolo per la riscossione. Niente di più errato; la CTP ha accolto il ricorso del contribuente, censurando quanto sostenuto dall’Ufficio e riconoscendo che la situazione patrimoniale e finanziaria della società era solida e ben equilibrata. Quello che sorprende di tutta questa vicenda è il fatto che nonostante gli accertamenti fossero stati impugnati nei termini e per i quali si era in attesa della fissazione dell'udienza (sollecitata), nonostante la contribuente avesse una situazione patrimoniale solida e ben equilibrata (i bilanci depositati in CCIAA - pertanto pubblici -  lo domostravano in modo incontrovertibile), l'amministrazione ha proceduto comunque, in assenza di una pronuncia sul merito ad essa favorevole, pignorando i conti correnti e rischiando di far chiudere un'azienda florida, che esiste da anni e che ha nel proprio organico diverse persone che vi lavorano.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Dicembre 2010 20:21